mercoledì 28 settembre 2011

SAN PATERNIANO AIUTACI TU!!!

Mancano tre anni alle prossime elezioni amministrative ( e non solo) ma la bagarre per accaparrarsi posti e poltrone a Fano è già iniziata. E' bastato che un X qualsiasi avesse detto tra un bicchiere e l'altro " quasi quasi mi candido"  perchè la tragica danza delle rincorse e delle fughe in avanti avesse inizio senza ritegno. "Ci sono anch'io"!, ci sono anch'io fa eco, ci sono anch'io... e via di questo passo. Insomma tutti vogliono tutto. Ma- intendiamoci- mica per sè ( e qui arriva il comico) ma per " il bene della città"! Come è bello e rassicurante questo tema, come ci si sente più fratelli,più amici, più sicuri di essere in mani sicure. Ci sono persone che altruisticamente pensano al nostro futuro, al nostro benessere e a quello dei nostri figli, della nostra città, della nostra piccola comunità. Ma che vogliamo di più? Si sacrificano per noi, si sacrificano per Fano e per i fanesi. Pensano a sè stessi? Ma neanche per idea. Il pensiero non li sfiora nemmeno. Vogliono fare il sindaco, l'assessore, il presidente, il vice presidente,il consigliere,  il vattelappesca solo ed esclusivamente per sudare e lavorare  per noi. E' bello, è veramente bello da commuovere quasi sino alle lacrime. E gli stipendi, ed i compensi che andranno a prendere? E tutte le facilitazione e le cose gratis? Quisquiglie, bazzecole e meschinità alle quali nessuno dei nostri generosissimi concittadini già pronti sulla linea di partenza pensa neanche lontanamente. Daranno i loro soldi in beneficenza? Beh, questo adesso è un pò troppo, forse qualcosa, forse una offerta un chiesa, forse...forse.. insomma si vedrà sul momento; non è il caso di parlarne ora. Ora si deve iniziare il percorso, ora si deve lavorare, si deve programmare, si deve sgomitare, si deve sgambettare, si deve tradire, si deve contattare amici e nemici ( non si fa differenza). SI DEVE LAVORARE. Per il bene della città e dei fanesi sia chiaro, niente di personale. E tutti vogliono fare tutto. Alla poltrona di sindaco ( perchè Aguzzi è ineleggibile la prossima volta) già si sono messi in fila una decina di giganti della bontà; poi seguono gli speranzosi, gli illusi, gli ex trombati ed i prossimi trombati; poi ci sono quelli dell'opposizione. Tanto per capirci quelli del PD, anche qui una bella tombola, poi ci sono gli intermedi, poi ci sono gli esterni e cosi via. Facciamo qualche nome? Li farò presto. Ma già si delineano in lontananza, già le ombre diventano figure umane, poi avranno corpo e testa ( anima non lo so). L'importante comunque è che tutti lo facciano" per il bene della città". E' dal dopoguerra che lo dicono e lo ripetono ad ogni tornata elettorale. Verrebbe da dire che siamo diventati grandicelli e che alle favole crediamo di meno o forse per niente ma...loro non lo sanno o fanno finta di non sapere. E tirano diritti. Per non sbagliare io chiamo a mia, a nostra difesa San Paterniano, patrono della città. Non è che in questi ultimi anni si è impegnato troppo ( forse anche lui non ne può più) ma almeno abbiamo un santo a cui credere. Fino a prova contraria.

venerdì 1 aprile 2011

SOGNI INFRANTI DI BIMBO

Aveva le tasche piene di sogni
gli occhi aperti alle favole
e il cuore innocente di bimbo
una bianca strada da percorrere
senza fatica e sudore
e tanti che gli volevano bene.
Non ha avuto il tempo di crescere
non ha conosciuto giochi e sorrisi
la vita ha teso la trappola crudele
strappandogli carne e pensieri
lasciandolo a terra
in un asfalto bagnato e sudicio.
Nessuno ha teso la mano
per soccorrerlo e farlo rialzare
nessuna pietà per il suo dolore
ma solo occhi che non volevano vedere
e parole mute sussurrate da aride labbra.
Ma alla fine chi sarà a pagare?

domenica 27 febbraio 2011

TIMIDEZZA

Era d'estate nelle dolci serate del parco
nella pista da ballo circondata da pini secolari
e dal profumo di  resina e di fiori.
La musica suonava senza fermarsi mai
e nei tavoli di legno tutt'intorno
c'eravamo anche noi, alcuni in piedi
altri seduti a bere dolci bevande
dagli incerti contenuti.
Facevamo chiasso, ridevamo forte
ci mettevamo in mostra, baldanzosi  e giovani
per richiamare l'attenzione delle fanciulle
sedute poco distanti da noi, con babbo e mamma.
Qualche occhiata di nascosto, un sorriso
a quelle più carine che avevamo già notato
al mattino, appena giunte in paese in vacanza.
Si muovevano a suon di musica
le gambe sotto il tavolo e le mani
battevan ritmate a seguire il tempo.
C'era voglia di ballare, di gettarsi in pista
abbracciare la ragazza e stringerle le mani
muovendo i passi sulle assi di legno traballanti.
Ma bisognava fare la prima mossa
la più difficile e senza risultato certo
andare e chiedere di ballare
non alla fanciulla ma ai genitori
dagli sguardi severi e indagatori.
Aspettavamo in piedi, con il fiato sospeso
la risposta che non arrivava mai.
Ma nel frattemo gli sguardi si incrociavano
e si capiva- oh se si capiva- se lei
era dalla nostra parte e tanto bastava.
Poi era spesso un si,  quasi sempre un si
perchè eravamo in verità
una  bella ed allegra gioventù.
Ma sulla pista da ballo, seguendo
canzoni e ritmi assai noti
il coraggio e la baldanza sparivano di colpo
lasciandoci timidi e impacciati
tenendo le distanze per non peccare
ed evitare lo sguardo dei genitori
così attenti e severi.
Ma potevamo stringere le mani, parlare
senza dire nulla e farci capire
e il dolce dialogo  durava tre minuti o poco più.
Finita la serata camminavamo a lungo nel paese
per non tornare mai casa e sognare chissà che cosa
e raccontare chissà che. Ed era bello, si era bello.

domenica 23 gennaio 2011

MARE MARE

Mare mare mare così bello e così incostante
azzurro come può essere azzurro il cielo
cupo e scontroso come può essere un bimbo
quando grida e piange senza un perchè.
Tranquillo, sereno, silenzioso,accarezzi la riva
tra mille scintille di sole che accecano,
e poi furioso, arrabbiato, imprevedibile
sfoghi la tua forza potente con braccia da gigante
che colpiscono la battigia come pugile impazzito.
Mare mare mare che segni l' orizzonte
anche oltre il sogno,oltre i pensieri, oltre la vita.
Sei una presenza confortante  e amica
come un amore che va oltre l'amore
per non finire mai.

lunedì 17 gennaio 2011

BIANCA STRADA

Bianca strada lunga polverosa e contorta
che tagli il fianco del monte come una cicatrice
e dividi in due la verde,profumata e grande pineta.
Lì venivamo a camminare la sera per gustare ora per ora
la calda estate che volevamo non finisse mai
ed erano canti, racconti, scherzi, confessioni
di giovani vite che nulla o quasi sapevano
ma che sognavano esperienze ascoltate o vissute
da altri  ma fatte nostre nella fantasia.
Non c'erano lampioni ma il chiarore della luna
illuminava il cammino come in un palcoscenico
e noi andavamo senza farci cura nè del tempo
che passava nè della notte oramai alla fine.
Sempre la stessa strada, lo stesso percorso,
la stessa voglia di un sogno che credevamo realtà
o che speravamo lo diventasse presto.
Anno dopo anno abbiamo bevuto a questa fonte
fino a che la vita ci ha diviso, come sempre accade
ed ognuno ha preso la sua strada
ma per quanto bella essa fosse
nessuno di noi ti ha mai dimenticato
bianca e polverosa strada di paese
che ha segnato la nostra gioventù.

lunedì 27 dicembre 2010

GLI ANNI E GLI ANNI

Gli anni e gli anni e gli anni
che sono passati,che passano
 che passeranno ancora
e le stagioni che si inseguono
come le onde nel mare
senza fermarsi mai.
Come in un film già visto
mille e mille volte
tornano alla mente pensieri, ricordi,
momenti tristi e felici
pentimenti e rancori
cose che avrei voluto fare
e che non ho fatto mai
parole che avrei voluto dire
e che non ho mai detto.
Amici, amiche, parenti, conoscenti,
vicini d casa, maestri, professori,
genitori, fratelli, sorelle,
luoghi, situazioni, sentimenti,
amori e ragazze,felicità e pianto.
Questa è la vita, ma come è duro
salutare per sempre una persona
che ti è stata cara e che accompagni
per l'ultimo addio
e poco ti consola il pensiero
che forse la incontrerai non si sa quando
e che la rivedrai non si sa dove.
Come sono lontani certi tempi
e come sono vicini i conti ormai da fare.
Gli anni e gli anni e gli anni
sono passati, passano e passeranno ancora
ma già affrontare l'oggi è un atto di coraggio.

domenica 26 dicembre 2010

CALAVERNA

Fiori diamante di calaverna
che incoronate Rocca Contrada
come una regina.
Le torri antiche, i campanili,
 pietre preziose
che svettano verso un cielo
limpido e trasparente
 nelle fredde giornate d'inverno.
Fiori a diamante di calaverna
che riflettete la luce e il sole
in mille scintille e giochi di colori
così che Arcevia appare
come un paese da favola.
E sulla vetta di monte Cischiano
la corona di calaverna
sembra un miraggio.