venerdì 10 dicembre 2010

GIOVINEZZA

Anni di gioventù e di spensieratezza
di risate e di scherzi innocenti
quando poco o nulla era permesso
e quando tutto  invece ci concedevamo.
Il mare, il sole, i campi fioriti,
le lunghe passeggiate in bicicletta
a pedalare verso il fiume, in fretta,
per arrivare primi e scegliere il posto
tra alberi color argento e profumi di erba e di fiori.
L'acqua a scorrere lenta, tranquilla
e noi seduti a riva a guardare i mulinelli,
a gettar sassi con forza, per vederli volare
sfiorando appena la superficie e poi sparire
dopo tre, quattro balzi .
Il tempo non bastava, non eravamo mai stanchi
di correre, di gridare, di cantare
di inventare cose nuove, con la fantasia di quella età.
E le ragazze finalmente libere e lontane
dagli occhi severi di padri e madri
erano compagne sfrenate al par di noi
e la gara non aveva mai fine, sino all'ultimo.
Nascevano piccoli amori,primi affetti,
brevi carezze e lo sfiorar di mani
tra timidezza e voglia di non farsi vedere
da amiche e amici, pronti allo scherno.
E triste era la strada del ritorno
sul far della sera, pedalando piano
per allungare ancora il dolce piacere
di una giornata bella e appassionata
già pronti a dire arrivederci
per incontrarci ancora.

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